Il mio labirinto personale. -Parte Prima



(testo scritto giorni fa, pubblicato in un secondo momento)

Una piccola notte buia dell'anima. Non la crisi peggiore, di certo. Ma pur sempre una transizione difficile.

Mi trovo qui, bloccata||. Senza più sapere cosa mi piace, cosa voglio. Senza più sapere ciò per cui sono portata. E senza più sapere se sono prossima ad un'ennesima scelta folle, o se invece è da tempo che sondo un terreno fertile senza rendermene conto. Senza più sapere se sto eccedendo nell'irrazionalità, o se mi sto lasciando trattenere dalla paura.


La mia mente è offuscata anche da un fastidioso mal di testa, che non si faceva sentire da prima di partire.

Pensavo che questo Novembre sarebbe stato diverso. I pianeti dicevano che sarebbe stato il mio mese!...che stupida.

E' vero, cambiamenti interessanti si prospettano al mio orizzonte, e probabilmente sono io che non sono assolutamente in grado di apprezzare la grande possibilità che mi viene data. Probabilmente sono io, sempre irrequieta, che non sono in grado di calmarmi. Forse, quando vivrò questi cambiamenti, e con il tempo, questa situazione sarà messa in una prospettiva diversa, e tutti questi pensieri si dissiperanno.

Per ora però, riesco solo a stare in questo stato di irrequieta insofferenza. Sono nel mio labirinto personale, e mi pare che per ora sto mollando la presa.
Non so quando ci sono entrata. D'improvviso mi ci sono ritrovata dentro, E rapida con i miei pensieri ho innalzato muri sempre più fitti e più alti. Ed io, artefice di questo labirinto, ho scordato come ne si esce. Allora mi abbandono alle strade sinuose che offuscano la mia mente; abbandono la lotta, lo sforzo alla ricerca di questa via d'uscita. E mi auguro che in uno stato di sonnambulismo semi-inconsapevole, io possa trovarmi, quasi per sbaglio,

                                        fuori.


Perché sono così distratta? Esiste una cura alla sbadataggine?

(Considerazioni personali, considerazioni astrologiche e ricerca di una soluzione).


Considerazioni personali.

Io sono l'emblema della sbadataggine.

In uno dei miei classici momenti di "crisiisterica", mi sono messa a ricercare su internet articoli riguardanti  il problema della distrazione,  dell'avere la testa tra le nuvole.
Da alcuni il problema viene condannato, da altri è considerato come un aspetto del carattere tenero, quasi romantico... ed infine è visto come un segno di intelligenza....Certo, come no, mi piacerebbe.

Ebbene ciò che posso dire, è che certe volte può essere un aspetto che rende la vita buffa e divertente ( e rende buffi e divertenti i soggetti con questo problema agli occhi degli altri).
Certe volte però, questo tratto caratteriale può portare a veri e propri...casini, ...non c'è un termine più adatto.

Lista dei miei casini personali:
perdere un aereo ✔
sbagliare treno ✔
presentarsi ad un luogo sbagliato per un colloquio ✔
ad un altro colloquio presentarsi all'orario sbagliato ✔
perdere momentaneamente una persona  sotto la propria responsabilità ✔
dimenticare documenti per un appuntamento importante ✔
eccetera
eccetera
eccetera

mamma mia, da questa lista si trae un profilo davvero preoccupante!!
Non mi affiderei mai più un lavoro. né un bambino.

ad ogni modo è una vera rottura.
quante volte ho sbattuto ripetutamente la mano contro la mia testa
quante volte avrei voluto sbattere la mia testa contro il muro
quante volte ho pianto
quante volte mi sono sentita umiliata, imbarazzata, in colpa...stupida.

Ma perché??

Da I Miei Esperimenti e Studi Su Me Stessa (trattato non ancora pubblicato...e nemmeno scritto), sono giunta solamente ad una piccola conclusione:

→ Inconsciamente, quando una situazione è molto importante, tendo a fare pasticci: probabilmente perché mi sento sotto pressione.


L'errore più stupido che ho commesso più volte, di recente, è stato non verificare orari e luoghi di un avvenimento e affidarmi alla mia memoria. Ma perché?? Perché lo fai??

E' banale effettivamente. Potrei semplicemente incollare le informazioni in una zona ben visibile (frigo, per esempio), e riverificarle qualche giorno prima e qualche ora prima. Magari mettere una sveglia!...facile. Ovvio.

A certe cose io non ci penso proprio. A volte il mio cervello ragiona su un altro piano, filtra le informazioni: mi arrivano solo i filosofeggiamenti esistenziali, e non recepisco le informazioni utili!

Ma questo non è uao scusante, è ora di applicare questa faccenda della sveglia e dei bigliettini da ricontrollare.




Ricerca di una soluzione (dentro di me).

Secondo Teal Swan, mia amata "Spiritual Teacher" (facilmente trovabile su YouTube), non esiste una cura ai nostri problemi caratteriali. Dobbiamo imparare ad accettare e ad amare i nostri problemi. Perché lottare contro questi crea molta resistenza, ed aggrava la situazione.
Ci dice però che attraverso amore ed accettazione avviene la trasformazione.
(Vedi su YouTube: The Secret to Overcoming Your Problems).


Dobbiamo svelarci a noi stessi, guardarci con onestà, e accettare quello che troviamo.

(Scatto di Chiara)


Anche questo però, a parer mio, non deve diventare una scusante per evitare di lavorare su noi stessi.




Considerazioni astrologiche.

C'è però da dire una cosa, che è un'ottima scusa per tutti gli sbadati come me. Ma è anche, effettivamente, una costatazione interessante.

3 o 4 volte l'anno, astrologicamente parlando, abbiamo mercurio retrogrado.
Non mi soffermerò sul significato tecnico della definizione, per non divergere eccessivamente dall'argomento.
Ciò che conta sapere è che "Secondo l’astrologia, quando Mercurio è Retrogrado, il pianeta si trova in una fase di debolezza e le cose sembrano andare per il “verso sbagliato”". (cit. https://animeradianti.com/gli-effetti-di-mercurio-retrogrado/).

In questo periodo potremmo  avere mancanza di chiarezza, sfocamento celebrale ("sfocamento celebrale" l'ho inventato ora), appannamento mentale (forse ho inventato anche "appannamento mentale).

Questo può generare: ritardi, posticipazioni, dimenticanze, errori, fraintendimenti.

Secondo l'astrologia non dobbiamo però prendere questi fatti come dispetti da parte di Mercurio. Ma come un'occasione di r e v i s i o n e.




Che dire, a quanto pare io ho molto da rivedere.





(Una vecchia foto di una super sbadata)...(scattata da Chiara)

Un biglietto aereo per un'esistenza diversa

Stamattina, sulle terrazze di riso di Tegalalang, mi è caduto il telefono in una pozzanghera.


Lo so, ci sono cose più gravi nella vita. Decisamente. Ma se viaggi da sola, con solo un telefono per scattare fotografie, e quel telefono l hai comprato meno di un mese prima.... è comprensibile, a parer mio, lasciarsi prendere da una crisi isterica.

In quel momento, tutto il fastidio per le camere sporche, gli scarafaggi, la stanchezza, le fregature, le risposte scontrose ricevute....l'ansia, la paura, la noia, la disillusione, tutto è emerso in superficie. Innegabile.


I viaggi non vanno sempre come me li aspetto, come spero.

I viaggi, nella mia testa, sono fatti per essere perfetti, un momento magico fuori dal tempo. Un susseguirsi di meraviglia, visioni che ti tolgono il fiato e attimi fugaci che ti riempiono e completano dentro.

Il mio viaggio non è così.
Il mio viaggio è un semplice proseguire della mia vita...altrove.
E' un miscuglio di benessere e crisi. Di apprezzamento e agghiacciante stupore.



E' proprio vero che non puoi scappare da te stesso. Non è una novità. L'ho sempre saputo, ma ora l'ho capito nel mio corpo. 
In realtà, se devo essere precisa non credo di aver cercato di scappare da me stessa, dal mio modo di essere o dai miei difetti.
Credo di aver cercato di fuggire dal tipo di vita che sto conducendo. La mia vita è il risultato di una mentalità ancora un po' misera e ristretta. 

Penso che un viaggio possa stravolgerti la vita. Ma non è pagando il biglietto di un aereo che si acquista il diritto ad un'esistenza diversa.

Viaggiando si ha l'occasione di vedere illuminato ciò che funziona e che non funziona della nostra vita. E quando ci troviamo di fronte a qualcosa che non va, che non ci piace, che non funziona, abbiamo la possibilità di scegliere di cambiarlo.

Personalmente ho riscontrato questo strano problema: ho difficoltà ad emozionarmi. A essere totalmente coinvolta dalla bellezza di un paesaggio. E' molto raro che io senta dentro...qualcosa...di forte, di fronte ad una magnifica vista.
Mi è successo di meravigliarmi, più di una volta, davvero. Non bisogna pensare che io abbia l’anima completamente arida e prosciugata. Mi è capitato di commuovermi e gioire in maniera completamente inaspettata con paesaggi a me familiari.

Ho fatto un viaggio di 15 ore, cercando quest'emozione irraggiungibile.... e quest'estate mi è bastata un'ora di macchina, per raggiungere le colline biellesi ed essere stupefatta.

Ma comunque questo rimane un caso isolato: nella vita di tutti giorni ricerco sempre qualcosa che mi emozioni, perchè nulla sembra esser all'altezza.

E quindi?

E quindi non lo so.

E quindi posso dire che vorrei ripulire il mio spirito, portarlo allo stato puro dell'animo di un bambino. 

E imparare di nuovo a meravigliarmi, e a sorprendermi. E questo pensiero crea si, una forte emozione di dolore, e di guarigione dentro di me.
Quando ho danneggiato questa parte di me? E come posso guarirla? Con presenza amorevole e incondizionata, immagino.

Ciò che mi consola, è che a pensarci bene, una volta stavo molto peggio. Una volta  ero davvero anestetizzata in ogni parte di me. Me lo ricordo. Era straziante.
E ora va molto meglio




Tra rovine di noi e resti di te


Tra rovine di noi e resti di te









[...] ma d'altronde, la tristezza che provo per te è l’unica cosa che mi rimane. 

tra Morte e Vita @

https://www.youtube.com/watch?v=3BxXmI9AgNc


Sono una Fenice bloccata tra Morte e  Vita.

Ad un passo dall'esistenza,
ma il fumo delle mie ceneri che ancora bruciano offusca la mia vista
e io non so muovermi, non ci riesco.

Forze più grandi di me mi impediscono di compiere qualunque tipo di movimento.

e spero,
spero
sia solo un passaggio necessario della mia metamorfosi, per rinascere.

e temo,
temo
una nuova
imminente morte.

e prego.
prego -nella confusione di questi fumi- che io possa riapprendere a muovermi, a volare,
e che il fardello del mio vecchio corpo
si disintegri sotto il mio volo

davanti a me uno spazio vuoto, di un bianco abbagliante

come si ritorna a vivere?

Quando l'amore si infrange contro la Realtà /Je vois les memoires d'un amour se briser....


















Quando l'amore

si scontra

ed infrange  contro la Realtà

piango un pianto senza lacrime



Je vois les memoires d'un amour

se briser contre la dureté du Réel

et je laisse tomber de mes yeux
des larmes invisibles,
et stridents.



When all you can do is wait! -Quando l'unica cosa che puoi fare è aspettare

L'attesta ci mette direttamente di fronte alla nostra ansia.

L'attesa è una sorta di momento di contatto "faccia a faccia con noi stessi" obbligato, non puoi scappare. Il non sapere cosa fare, il non poter avere risposte, e talvolta il non poter avere alcun punto di riferimento....tutto ciò è come una grande luce che punta sulle debolezze, sulle paure e sulle incertezze, sepolte in un angolino di noi. (*In questo caso il puntino nero, dello Yin Yang).


Ho bisogno di aprire una parentesi:

C'è una dea Hindu che si chiama Kali.

E' una dea femminile che rappresenta la distruzione, una distruzione che ha un fine però: radere al suolo l'ego, mettendo in luce la sua illusione, e in particolare portando all'eliminazione di tutto ciò che ormai è vecchio e non ci serve più.


Passiamo insomma attraverso fasi di distruzione, fasi tendenzialmente molto dolorose -soprattutto se non accettate o vissute inconsapevolmente- ma che ci permettono di rinnovarci, e rinascere in una forma fresca e nuova. Il dolore assume un valore catartico.

Tornando all'attesa: penso che anche essa possa avere la funzione di mettere in luce l'illusione dell'ego. E penso che, se vissuta coscientemente, essa ci permetta di avere una sorta di fuocherello che arde dentro noi, e che non possiamo fare altro che osservare.....ma che brucia ciò di cui non abbiamo più bisogno.

Quando siamo in attesa, infatti, tendenzialmente non possiamo fare più nulla. Non ci sono più azioni da compiere affinché le possibilità di raggiungere ciò che vogliamo aumentino, solo attendere.

E penso sia giustamente questo il punto. Penso non si debba fare nient'altro. Ma solo accettare questo senso di impotenza, accettare questa sensazione di disagio dentro, di ansia che ribolle, e avere fiducia nella vita.

Non perdersi nell'ansia, ma osservarla dolcemente, e occuparsi con altre attività - giusto per non impazzire!

   Fare come il pescatore

  che ha gettato l'amo

 e attende.


(Tra l'altro: non mangio pesce, ma penso che la pesca permetta di apprendere l'arte di attendere).

Una volta messo il seme non si può fare altro che lasciare il tempo perché esso germogli.